Le risposte, e non, di Gaia ai cittadini in protesta

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Come promesso e annunciato la scorsa settimana dal Sindaco di Licciana Nardi, si è tenuto ieri presso il Castello di Terrarossa un incontro pubblico nel quale Gaia, nella persona del direttore Peruzzi e alla presenza, oltre che del Sindaco, del ragionier Bertoni, ha incontrato un gruppo numeroso di utenti arrabbiati e scontenti, provenienti anche da Comuni limitrofi.
A introdurre l’incontro il Sindaco Manenti: “L’Amministrazione ha il dovere di rendere la propria azione trasparente e le sollecitazioni ricevute, di cui molte da parte di giovani, contribuiscono alla creazione di un percorso d’informazione e trasparenza reciproca; percorso che, partito da lontano, basti pensare all’azione del Comitato Antigaia, e arrivato a oggi porta con sé quella volontà di capire che ci vede riuniti in questo incontro”. Il Sindaco ha poi ripercorso brevemente la storia del sistema idrico vigente, nella sua configurazione attuale e nei rapporti fra Comune e società, a sottolineare che l’apparato esistente “è frutto di una riflessione comune” e con gestione “pubblica, vale a dire partecipata dai Comuni e non da privati”. Ha inoltre ricordato che, pur avendo Licciana soltanto l’1% in termini societari, questo non influisce minimamente su una partecipazione democratica alle assemblee Gaia che periodicamente si tengono e che è possibile, in queste sedi ed eventualmente, pensare insieme a possibili revisioni d’assetto.

Dopo di lui ha preso la parola il direttore Peruzzi, il quale ha meglio delineato l’azione e la struttura della società: “Noi siamo azienda pubblica e operiamo come impresa, come una società per azioni, come sapete, con un Consiglio d’Amministrazione e dipendenti; ogni anno vengono fatti investimenti, anche a lungo termine, per interventi di manutenzione e per nuovi impianti o progetti, e oltre a questi vi sono i costi di gestione, fra i più efficienti ossia fra i più bassi. Tutto questo comporta costi che vengono regolati da autorità superiori, nel nostro caso l’Autorità Idrica Toscana, ai quali si sommano i saldi dei mutui contratti”.

Tutto ciò è valso come premessa per entrare nel merito della questione partite pregresse: “È accaduto che dal 2006 al 2009 si è registrato un mancato fatturato perché è stata applicata erroneamente la tariffa del 2005, dal momento che l’autorità sovraintendente non ha approvato tempestivamente le nuove tariffe aggiornate in base all’aumento dei costi; nel 2008-2009 è quindi stato fatto il dovuto adeguamento ma restava il problema di come recuperare quei soldi”. Da qui, racconta, si è arrivati a un accertamento con delibera del 31 dicembre 2011 e alla successiva soluzione trovata, d’accordo e secondo disposizioni dell’AEEGSI, ovviamente valida sino a quella data – dal 2012 è infatti stato stabilito che eventuali “pareggi di bilancio” siano da risolvere in un periodo di tempo di e non oltre due anni. Questi i passaggi che hanno consentito a Gaia di aggiungere in fatturazione tali conguagli, atti a recuperare in cinque anni – come già detto – il totale di 42 milioni di euro, diviso annualmente in importi che vanno dai 7 agli 11 milioni circa. Il calcolo ad personam è effettuato mediante la divisione dell’importo annuale per la quantità complessivamente erogata (in m3) ed è pari a circa 10 cent./m3 per servizio erogato (del singolo); il che significa – come è stato obiettato – che chi ha un’attività ha un’aggiunta pari anche a centinaia di euro, non a decine.

A chi ha chiesto perché devono pagare anche quelle utenze non ancora attive negli anni “di mancanze”, è stato risposto che sono coinvolte tutte le utenze attive nel 2011 e che, per i molteplici cambiamenti d’utenza, non vi erano alternative: “Può sembrare tutto approssimato ma non dovete considerarlo come un conguaglio individuale bensì come un conguaglio relativo ai costi di gestione”. Non è bastata però né questa affermazione né il sorriso che l’ha accompagnata: “preciso e puntuale, certo, ma ora risponda a noi perché altrimenti non si arriva al succo” – potremmo sintetizzare così quello che è stato il primo di una serie di interventi, più o meno accesi, da parte dei presenti.

Vigoroso l’intervento di Renzo Martelloni, consigliere comunale d’opposizione e da anni impegnato in battaglie contro Gaia, che con documentazione alla mano ha detto la sua sulla vicenda delle ‘partite pregresse’, “debiti che Gaia ha contratto con il Comune” e di cui “il Sindaco Manenti era perfettamente a conoscenza, come si legge nel documento dell’Autorità Idrica Toscana qui presente”; non mancando inoltre di far cenno alla storia del pozzo di Pontebosio e alla questione d’acqua non potabile, per la quale è stata fatta causa a Gaia e si è in attesa di responso. Martelloni ha poi voluto ‘rimproverare’ il Sindaco per l’orario scelto, che impedisce in partenza una partecipazione consistente – “la prossima volta non le 18 ma le 20.30” – e per la scelta degli interlocutori – “nello specifico caso, chi doveva rispondere è l’Autorità Idrica Toscana, non Gaia”.

Moltissime le domande e le obiezioni rivolte al direttor Peruzzi, così come al Sindaco Manenti o al ragionier Bertoni, seduti al tavolo. Si è parlato di quell’acqua non potabile, pagata a prezzo pieno anziché al 50%, del pozzo di Pontebosio costruito al posto sbagliato, del “tubo nero di Belli” che ancora porta acqua dal Lagastrello a Monti; e numerosi sono stati i casi personali posti all’attenzione di Gaia. I responsabili hanno tentato, quando possibile, di rispondere, rimandando a una serie di leggi, sentenze e vertenze, o provvedimenti presi dall’AIT – uno su tutte, quella tariffa sulla depurazione che per essere applicata anche a chi non usufruisce del servizio è stata modificata in “tassa”.

Ma ciò ovviamente equivale a una non risposta per quei cittadini che sembrano non riuscire a instaurare un dialogo serio né a trovare risposte diverse da un sostanziale “dovete pagare”, che se ne vanno con ancor più domande, con la sensazione d’essere presi in giro, con il timore che “non ci si possa fare niente”. Quel che si può dire, dunque, a seguito di queste tre ore intense di confronto è questo: Manenti ha proposto di avviare una serie di incontri periodici fra Gaia e popolazione, dichiarando di impegnarsi a tale proposito e chiedendo al direttore Peruzzi di individuare zona per zona possibili referenti, affinché si possa dar vita a un dialogo costante nel tempo.

I cittadini, pur insoddisfatti, hanno apprezzato la disponibilità del direttore e, “essendo le partite pregresse, com’è emerso, la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, si stanno muovendo ed espandendo, non escludendo vie legali né forme di protesta di massa, perché confidano in un cambiamento effettivo dello stato di cose e hanno intenzione di perseguirlo con tutti i mezzi e per le vie più idonee; Martelloni dà loro totale disponibilità “sul campo” e ritiene che il coinvolgimento dell’Amministrazione tutta, nonché degli altri Comuni sia necessario e auspicabile. Il direttore Peruzzi, dal canto suo, promette maggior “presenza” e si dice favorevole all’attuazione di quegli incontri periodici proposti da Manenti, importanti anche per loro, per comprendere e rispondere concretamente a ciò che non va e in virtù di quello che in inglese si dice “crowd engagement”. Quando gli viene chiesto se vuole rispondere alle dichiarazioni rilasciateci da Rossetti la scorsa settimana, sorride e dice: no, grazie.

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