Lovely Lunigiana – Scuola e territorio per mano verso il futuro

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Lovely Lunigiana non è solo il titolo dell’evento che si è tenuto ieri mattina a Bagnone, presso il Teatro Quartieri, ma è anche il simbolo dell’essenza del progetto che vede come protagonisti assoluti non solo l’amore per il territorio, ma anche la voglia di dare a questa terra un futuro tramite la valorizzazione degli Istituti tecnici e professionali della Lunigiana.

L’incontro si è aperto con l’introduzione del Sindaco di Pontremoli e dirigente scolastico dell’istituto di Istruzione Superiore “A. Pacinotti “ Lucia Baracchini, e con i saluti del Presidente dell’Unione dei Comuni Cesare Leri, seguito da Carletto Marconi e Paolo Grassi, rispettivamente sindaci di Bagnone e Fivizzano.

Il Leitmotiv della mattinata, a partire da Luigi Sebastiani, Provveditore agli Studi della Provincia di Massa Carrara, Livorno, Pisa e Grosseto è stato l’investire nella scuola per valorizzare la Lunigiana; infatti, sono proprio gli istituti tecnici, come le scuole alberghiera e agraria, a costituire la base della crescita del nostro territorio e, di conseguenza, a garantirgli un solido futuro.

La Lunigiana ha bisogno di puntare sulle eccellenze e di farlo attraverso i giovani. Nasce, così,  “C’era una volta la Pontremolese – l’ente locale e la scuola nel progetto di recupero di una razza antica”, un’iniziativa di Fausta Fabbri, Dirigente delle Attività Produttive dell’Unione dei Comuni, che prevede il recupero della vacca Pontremolese. Si tratta di una razza che, fino a qualche anno fa, era stata dichiarata in via d’estinzione e che non era più presente nel territorio lunigianese. Per poter tornare alle vecchie tradizioni e investire in ciò che ci distingue dalle terre limitrofe, dopo attenti studi genetici e con l’aiuto della Regione Toscana, sono stati comprati dieci capi dalla vicina Garfagnana, e inaugurato l’allevamento della Pontremolese in Lunigiana, investendo in una razza autoctona che oggi ammonta a cinquanta capi.

Sempre la Pontremolese è stata la rappresentante e protagonista indiscussa nell’angolo dedicato alla Toscana al Salone del Gusto 2014. Lo Chef Rolando Paganini, con l’aiuto degli studenti dell’istituto alberghiero di cui è insegnante, ha fatto conoscere due prodotti e conseguenti specialità della Lunigiana: garretto di Pontremolese cotto al vapore con fagioli di Bigliolo, accompagnati da vini Fattoria Ruschi Noceti e Podere Benelli di Pontremoli. Già nel 2013 aveva sbaragliato la “concorrenza” con il battuto di Pontremolese condito con olio della Lunigiana, ricevendo moltissimi consensi nel mondo enogastronomico. Un progetto ancora giovane che, sicuramente, inciderà sia sulla crescita del lavoro, qualora l’allevamento di questa razza dovesse espandersi, sia sulla gastronomia che su una possibile nascita di un’alimentazione nuova e diversificata, di cui potrebbero farsi primi pionieri i nostri giovani uscenti dall’alberghiero. E a quest’ultimi è dedicata l’iniziativa dell’AIAS che li vedrà protagonisti all’Expò 2015 nel progetto “olio, verdura e grano” al quale parteciperanno con il Re della Lunigiana: il testarolo.

Non solo le scuole, però, possono collaborare alla crescita del nostro territorio ma anche gli istituti penitenziari che, tramite l’impiego dei detenuti nella lavorazione della terra e nell’allevamento, possono contribuire a ricavare dal nostro territorio tutto ciò che è in grado di offrirci. A ricordarcelo è il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, che sposta il focus anche sull’importanza delle strade e della loro accessibilità. Senza strade funzionanti viene meno anche il turismo e la scoperta di tutto ciò che di bello può offrire la Lunigiana.

Dalla Lunigiana, con l’intervento di Marco Vieri, professore di Meccanica Agraria presso l’Università di Firenze, si è passati a una visione più ampia, attraversando la storia della meccanica agricola: dall’aratro al GPS per fare analisi e calcoli sul raccolto. Dall’antichità fino ai giorni nostri, l’agricoltura continua ad avere la stessa importanza in quanto primordiale ma fondamentale allo stesso tempo, anche se le tecniche e le macchine sono cambiate, si sono evolute. Ma queste nuove tecniche sono troppo costose per le piccole realtà come la nostra che, tuttavia, potrebbe beneficiarne se considerate in un progetto più ampio a livello regionale; infatti, riuscendo a impiantare un sistema unico di controllo, sarebbe possibile un risparmio sui prodotti usati per la coltivazione, un minore inquinamento e un’analisi attenta con conseguenti interventi mirati che possono contribuire in modo sostanzioso a migliorare la produzione e la qualità dei nostri prodotti.

Infine, con Paolo Tegoni, docente del Corso di Scienze Gastronomiche e di “Cultura del Vino e Terroir” dell’Università di Parma, si è fatto un piccolo viaggio sulle ali di quei valori culturali e storici della Lunigiana che, insieme alle particolarità territoriali, ai prodotti e alla cucina, hanno creato e creano un processo di identificazione unico, che possiamo riscontrare in ognuno di noi.

Chiude l’evento Loris Rossetti, Presidente della Commissione dello Sviluppo Rurale e Agricoltura della Regione Toscana che annuncia la somma di 1 miliardo di euro per i prossimi sette anni concessi alla regione Toscana in ambito agricolo, e l’obiettivo di promuovere un ricambio generazionale attraverso la concessione di incentivi per i giovani imprenditori agricoli. La Lunigiana, terra di squisitezze e di valori, ha tutte le carte in regola per crescere e per farlo deve puntare sulla scuola che deve diventare altamente specializzata e operare sul territorio diventando lo spunto per l’imprenditoria locale. La speranza di questa nuova lettura che prevede un’interazione fra scuole e territorio è alimentata anche dalle numerose iscrizioni che l’istituto agrario ha avuto nel 2014, simbolo di una tendenza che sta cambiando poiché i giovani stanno tornando a rivalutare il lavoro della terra e l’appagamento nel raccoglierne i frutti riuscendo a leggervi un valido e solido futuro.