Rifiuti Lunigiana, la Costa vince in appello

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Arriva la conferma del Consiglio di Stato: la ditta Costa di Albiano Magra ha il diritto di ricevere e trattare i rifiuti della Lunigiana, mentre le argomentazioni portate dalla Provincia di Massa e Carrara sono state del tutto rigettate.

La sentenza è stata emessa a luglio dello scorso anno, ma è stata depositata solo ad inizio 2015 dal Consiglio di Stato sul ricorso presentato dall’ente provinciale contro un precedente pronunciamento del Tar.

Cosa è accaduto?

La provincia era convinta che Costa potesse trattare nel suo impianto di Albiano solo alcuni differenti tipi di rifiuti, soprattutto quelli generalmente già differenziati, mentre la società ligure sosteneva di aver ricevuto dalla stessa provincia autorizzazioni per lavorare ogni tipologia di rifiuto solido urbano, senza tenere conto delle modifiche al Piano provinciale dei rifiuti occorse successivamente. Il tar, già 5 anni fa aveva respinto il ricorso della Provincia e ora il giudice di “secondo grado” conferma tale risoluzione, condannando tra l’altro la Provincia a pagare 8mila euro di spese legali.

La sentenza del Consiglio di Stato fa parte di un ampio contenzioso legale che circoscrive la ditta Costa – ricorsi dell’ente locale, cittadini, della stessa ditta ripetuti negli anni – non ha alcun effetto concreto poiché già da anni l’impianto ha continuato a lavorare e a ricevere i rifiuti urbani della Lunigiana.

Adesso si profila un nuovo passaggio cruciale e fonte di nuovi contenziosi: la procedura per il rinnovo dell’autorizzazione dell’impianto sul quale c’è già stato un ricorso al Tar da parte degli abitanti (vinto da Costa) e la valutazione di un impatto “olfattivo” ambientale dell’impianto stesso.

Vuoi leggere il documento originale del Consiglio di Stato: CLIC

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