Marlene Kuntz il tour passa da La Spezia

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Dopo la tournée celebrativa del loro primo album uscito vent’anni fa, Catartica, il gruppo di Cristiano Godano sarà nuovamente in giro per l’Italia già dalla fine di gennaio: in set list, naturalmente, troveremo anche i brani di Pansonica, EP uscito a metà settembre scorso proprio per festeggiare l’importante ricorrenza.

Il 30 gennaio al teatro civico della Spezia non assisteremo perciò semplicemente a un concerto, piuttosto ad un vero e proprio spettacolo, concepito in ensemble con una compagnia di artisti di “physical dance”, dal nome Mvula Sungani e con sede a Roma. (clic) Il titolo è molto affascinante e recita emblematicamente: Il vestito di Marlene, andando a stabilire e a racchiudere in un’epigrafe l’incontro fra la musica rock del gruppo piemontese e le figurazioni in movimento dei danzatori, chiamati con le loro coreografie a rendere se possibile ancora più suggestiva ed efficace l’atmosfera di un live musicale a teatro.

E a tal proposito:

«Novità assoluta di questo progetto è l’incontro tra la danza e il rock, entrambi presenti dal vivo nella loro forma originale. Due anime che si alternano nel ruolo di musa e cantore, di modella e sarto, alcove di un’anima comune. “Il Vestito di Marlene” è tanto la veste di seta che accondiscende le flessuosità di un corpo femminile quanto la pelle che le costringe, le vessa. In estrema sintesi sono i lividi, lascito di un rapporto possessivo, a far loro da vestigia. Il filo conduttore dello spettacolo è la figura femminile in tutti i molteplici aspetti che la contraddistinguono. Figura alla quale spesso non si rende adeguata giustizia, ma che altrettanto spesso si impone quale fonte di ispirazione. Protagonista assoluta dell’arte, trova una delle sue migliori rappresentazioni nella danza e nella musica. Espressioni artistiche che grazie al loro dinamismo, favoriscono l’interazione ed il coinvolgimento emotivo dello spettatore. I danzatori e la band, presenti contemporaneamente in scena, si fondono dal vivo dando alla performance un corpo, una forza ed un’anima attraverso l’aiuto delle eccezionali coreografie di Mvula Sungani e alla poetica dirompente dei Marlene Kuntz.»