Le primarie del centrosinistra in Liguria, “anni rock” e contestazioni

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Raffaela Paita ha vinto le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato presidente della Liguria, nelle elezioni che si terranno il prossimo maggio. Paita è già assessore regionale ed è considerata annessa alla corrente renziana del partito. Ha ottenuto 28.916 voti contro i 24. 827 di Sergio Cofferati, ex segretario della CGIL ed ex primo cittadino di Bologna, e i 687 di Massimiliano Tovo, candidato indipendente. A votare sono andate circa 55mila persone, una percentuale ben lontana dall’astensionismo. Commentando a caldo i risultati, Paita ha detto: “Ho vinto in 3 province su 4 con uno scarto enorme: saranno anni rock». Sergio Cofferati ha parlato di “un livello alto di partecipazione dei liguri e non solo“, ma ha anche aggiunto di non considerare concluse queste primarie concludendo di non riconoscere i risultati. La commissione di garanzia incaricata di indagare presunte irregolarità si è riunita mercoledì.

L’accaduto

Cofferati è stato stracciato da Paita nelle province di Spezia, Savona e Imperia, vincendo invece a Genova. Durante il voto ci sono state diverse segnalazioni di presunte irregolarità e anomalie: enormi scarti tra candidati, voto organizzato di gruppi di persone, persone vicine al centrodestra che accompagnavano altre persone al seggio, talora versando i due ero per loro.

Secondo Il Post:

Ad Albenga, per esempio, dove Paita ha raccolto quasi 1300 voti e Cofferati 200, alcuni testimoni hanno sostenuto che numerosi cittadini stranieri, in particolare marocchini, avrebbero ricevuto i 2 euro per votare; a Lavagna (Chiavari) gli scrutatori dicono di aver assistito alla “confessione” di due elettrici che avrebbero ammesso di aver ricevuto “pressioni” per votare un candidato invece che un altro (non si sa bene chi); un presidente di seggio a Certosa, in Valpolcevera, ha denunciato alla segreteria del partito possibili infiltrazioni malavitose al seggio: molti votanti sarebbero stati avvicinati da un uomo che distribuiva santini elettorali e monete da due euro. A Genova Davide Gaggero, presidente di seggio, ha detto: «È stata una situazione incresciosa, siamo stati costretti ad allontanare delle persone che non sapevano nemmeno come si chiamava la via in cui abitano perché trasferiti da poco e trascinati al voto da un esponente di un comitato molto conosciuto in zona. Sembrava un tour operator, per tre volte è entrato quasi portando sotto braccio degli “amici” per farli votare e poi ha pagato per loro».

La situazione è stata riassunta da Sergio Cofferati stesso, che subito dopo aver votato ha detto: «Sono stati segnalati numerosissimi casi di violazione esplicita delle regole, l’inquinamento è in corso ed è molto pesante, non solo per il voto della destra ma per il voto organizzato di intere etnie. Dei cinesi a La Spezia, dei marocchini a Ponente. Quello che temevamo si sta verificando, in misura ancora più consistente di quella che avevo segnalato come un pericolo». Paita ha risposto ricordando di avere «vinto con 4 mila voti di scarto: verifichiamo tutto, ma 4 mila voti sono netti».

Chi è Raffaella Paita e perché ha a che fare con il centrodestra?

Raffaella Paita ha 40 anni, è una giornalista, ed è stata eletta per 5 anni capogruppo del Pds nel Consiglio comunale della Spezia e dal 2002 al 2007 capo di gabinetto del sindaco di Spezia, Giorgio Pagano. Nel 2010 ha ottenuto l’incarico di consigliere regionale della Liguria nelle fila del Pd e ad ottobre è entrata nella giunta regionale con la delega alle infrastrutture. Dal 2011, incaricata da Burlando, si è occupata di riorganizzare gli enti locali e riordinare province, città metropolitane e unioni dei comuni. Due anni fa  è entrata nella direzione nazionale del Pd appena dopo l’elezione a segretario di Matteo Renzi. Nelle ultime primarie per la candidatura in regione, Paita è stata supportata dal Nuovo Centro Destra.

Appena prima del voto, il comitato dei garanti delle primarie aveva stabilito la non ammissione al voto di “dirigenti e attivisti riconosciuti di forze politiche e movimenti che nel corso di tutta la legislatura regionale abbiano tenuto una posizione di contrarietà ad alleanze politiche di centrosinistra”, confermando che anche i nomi delle persone che sarebbero recate al seggio sarebbero stati resi pubblici. Eugenio Minasso, segretario ligure di NCD ha commentato dicendo: “Trattandosi di primarie di coalizione e non di partito, in questo momento storico, ritengo che tutti gli elettori moderati di centrodestra e di centro che decideranno di andare a votare, avranno la mia piena condivisione. Il gruppo regionale di NCD ha sempre condiviso la linea di sostegno al governo nazionale e la necessità politica di considerare e valutare possibili future alleanze con il PD regionale che fa riferimento a Matteo Renzi, condividendo un programma comune per lo sviluppo della Liguria”.