Fivizzano e il no all’imu agricola

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Il Comune di Fivizzano, sulle Alpi Apuane in provincia di Massa Carrara, sposterà la sua sede legale in una frazione ad 860 metri di altezza per provare a non pagare l’Imu agricola. Lo scorso 29 dicembre, il consiglio comunale del paese montano ha approvato il documento con cui si dà mandato al sindaco Paolo Grassi di realizzare il trasferimento nella frazione più elevata di Sassalbo. Il Comune, infatti, avendo attualmente la sua sede legale al di sotto dei 600 metri, non è rientrato nell’esenzione prevista dal Governo, e ha dovuto pagare allo Stato 116 mila euro di Imu per i terreni agricoli nel 2014. Il prossimo passo sarà la modifica dello statuto che consentirà di spostare la sede legale. “Avevo scritto anche al premier Renzi – commenta Grassi – spiegandogli che 116 mila euro per un comune di 8.000 abitanti sono un furto; ma sono stato inascoltato.  Per poche centinaia di metri non rientriamo nell’esenzione che tutti i comuni montani, che si reggono sull’agricoltura e la forestazione, dovrebbero avere e così abbiamo pagato l’Imu sui terreni agricoli, 116 mila euro che ritengo un prelievo forzoso; entro il 26 gennaio, inoltre, i miei cittadini dovranno saldare il conto, con enormi aumenti di tasse. Tanti altri comuni – conclude Grassi – sostenuti dalle loro Anci regionali, hanno fatto ricorso al Tar, tranne l’Anci Toscana. Per questo ho deciso di fare da solo: ci costringono ad iniziative di questo tipo”.

In una nota, ad inizio 2015, il comune ha potuto gioire per la soluzione della controversia: “E’ con soddisfazione che comunichiamo che il ricorso presentato dall’Anci della Liguria, Umbria, Veneto e Abruzzo al Tar del Lazio è stato accolto. Secondo il Tar il pregiudizio viene dalla assoluta incertezza dei criteri applicativi con particolare riguardo a quello dell’altitudine ed il provvedimento interviene quando ormai gli impegni finanziari da parte dei Comuni sono stati assunti determinando così forti ripercussioni sui bilanci comunali. La decisione definitiva sulla vicenda sarà presa dal Tar del Lazio il 21 di gennaio 2015.
Una buona notizia sia per i cittadini che non dovrebbero più sostenere ulteriori spese che per i Comuni ai quali verrebbe restituita l’intera cifra che gli era stata tolta in precedenza”.