Arci Babel continua ad aspettare il “porta a porta”

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“Nel Maggio del 2012 avevamo organizzato un convegno per ribadire l’importanza e della raccolta differenziata porta a porta, a pochi mesi dalla sua abolizione nel territorio comunale – sostiene Leonardo Filippi, presidente del circolo Arci Babel – La casa dei Popoli -, l’amministrazione ci aveva rassicurato, dicendo che quella era solo una scelta temporanea, dettata da problemi economici transitori. Ma, dopo due anni, della “porta a porta” non vi è traccia, nemmeno un progetto per il futuro, e la percentuale di rifiuti differenziati sono nuovamente tra i più bassi della provincia massese”.

A tenere valida la tesi ci sono i dati ufficiali dell’Agenzia regionale recupero risorse, secondo cui Pontremoli si assesta anche per il 2103 al 13esimo posto nella classifica dei comuni virtuosi per quanto riguarda la percentuale certificata di rifiuti differenziati, confermando una discesa nata dopo la cancellazione del metodo di raccolta dei rifiuti porta a porta. Il 27,11% raggiunto dal comune si posiziona a grande distanza dall’obiettivo del 65% previsto dalle norme in atto, che doveva essere raggiunto ben 3 anni fa e che tra 5 anni anni sarà elevato al 70%. Questo accade mentre tutto il resto della Toscana riesce a fare progressi, raggiungendo un buon 45,5%.

“Il servizio di raccolta bisettimanale di carta e vetro, da poco esteso a tutte le attività commerciali pontremolesi, rappresenta un timido passo in avanti dell’amministrazione, ma è ancora assolutamente insufficiente. È spiacevole dover rimarcare gli errori altrui – ribadisce Arci Babel -, ma da tempo sosteniamo che l’abolizione del cosiddetto metodo “porta a porta” pesa quotidianamente non soltanto sul bilancio ambientale del nostro territorio, ma anche su quello economico, visto che saremmo costretti a pagare anche per quest’anno 25 euro in più di tributi per ogni tonnellata di immondizia, a causa delle nostre inadempienze. Siamo disponibili a contribuire alla ricerca di soluzioni alternative circa la raccolta rifiuti, ma la base da cui partire è il ripristino “senza se e senza ma” del metodo porta a porta. Non esiste differenziata efficace senza un buon porta a porta. È una questione di cultura, di sensibilità ecologica ma soprattutto di responsabilità da chi avrebbe il dovere di predisporre un piano concreto e lungimirante per risolvere il problema dei bassissimi livelli di differenziazione, e dunque di riciclo, dei rifiuti. Noi, citando un manifesto che abbiamo affisso lo scorso anno, “siamo quelli che…continuano ad aspettare il porta a porta”.