Olea Lunae a Licciana

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Che cos’è l’olio? Molti risponderanno un prodotto. La risposta potrebbe essere corretta, ma non completa. L’olio infatti è un sistema, in cui si intrecciano varie realtà: c’è quella agricola, ma accanto c’è quella imprenditoriale; c’è il campo dove sorgono gli olivi, ma bisogna inserirlo in un conesto ambientale; c’è la tradizione, il sapere rurale, ma ci sono le tecniche che nascono dallo studio delle biodiversità, quindi l’approccio scientifico. Ecco cos’è questo oro giallo che nasce dal duro lavoro e dalla fatica. La rassegna Olea Lunae racchiude tutti questi vettori in un’unica matrice. In questa maniera l’olio diventa veicolo di promozione anche territoriale legandosi a doppio filo alla zona di provenienza, facendola conoscere e riscoprire. “Questa manifestazione – spiega Enzo Manenti – trova una collocazione nell’identificazione tra prodotto e territorio. Sino ad ora si è fatta produzione senza inserirla in un contesto più ampio. Grazie all’agricoltura si può migliorare dal punto di vista ambientale il territorio, non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista della prevenzione del rischio idrogeologico. Nel corso di questi ultimi anni ho notato che molti giovani hanno intrapreso la via del ritorno al lavoro della terra, alla sua sapienza antica, e ho notato che ne sono rimasti soddisfatti.” La soddisfazione di cui parla il primo cittadino è quella dovuta alla creazione di un qualcosa dal nulla, o meglio da un’attenta e meticolosa osservazione delle natura e dei suoi ritmi, della fatica che serve per generare un singolo frutto, sino ad arrivare all’orgoglio di averlo colto. Ma chi deve essere portatore di questa sapienza.

Non c’è dubbio che sia la scuola come spiega Lucia Baracchini nella duplice veste di sindaco di Pontremoli e preside dell’isttuto agrario di Soliera: “La scuola è profondamente cambiata nel corso di questi ultimi ventanni. Se prima si chiedeva conoscenza al discente, ora si chiede non solo di sapere, ma anche di saper essere e sapere fare. C’è una sinergia sempre più stretta tra le scuole come quella che io dirigo e l’ambito lavorativo. Lo stesso progetto Terragir persegue questo obiettivo: mettere in condizione lo studente non solo di apprendere il nozionismo, ma di saperlo mettere in pratica. E’ importante che ci sia un contatto stretto tra le istituzioni e la scuola in maniera tale da formare il ragazzo con un bagaglio culturale più ampio possibile.” Abbiamo quindi parlato di sviluppo promozionale e di formazione di nuovi posti di lavoro, ma come vede la regione Toscana questa tipologia di produzione. Lo spiega bene Loris Rossetti, che siede in Commissione Agricoltura e mette l’accento sul futuro “L’olio sarà uno degli elementi su cui la Regione punterà. Bisogan farlo diventare un marchio Dop, proprio come si è fatto con il miele e il vino. La sua produzione si porta dietro un modo, fatto di tradizione e cultura, sia dal punto di vista sociale che storico. Ecco quindi quale sarà la vera battaglia. Se si punta sulla quantità possiamo affermare, senza dubbio che la si perde, bisogna insistere sulla qualità, perché la Lunigiana è uno dei migliori produttori. Insistiamo, investiamo in questo settore che è strategico non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista della messa in sicurezza dei nostri versanti. Creando in questa maniera una stretta forte tra uomo e ambiente circostante”.

Cristiano Borghini